Carl Gustav Jung e le mantiche

Cosa hanno a che fare psichiatria e scienze occulte? Cosa lega queste materie? Secondo Carl Gustav Jung è la sincronicità.

Molte persone spesso non riescono ad accettare un fattore che il noto psichiatra aveva nel corso del tempo fornito come un valido spunto di riflessione. Lo leggiamo dalle sue stesse parole:

Noi ora sappiamo che tutte le leggi di natura non sono altro che delle verità statistiche, costrette perciò ad ammettere delle eccezioni.

Questo pensiero di Jung è raccolto nella Prefazione alla traduzione inglese dell’I King, in I King, Edizioni Astrolabio. I Ching o King sono una mantica orientale molto antica ed è noto che Jung fosse un appassionato anche di scienze esoteriche e misteriche compresi quindi quelli legati a foprme oracolari. Nella medesima prefazione al testo sopra riportata, Carl Gustav Jung si concentrò anche sull’oracolo che nei tempi moderni è certamente considerabile come il più famoso, i Tarocchi. Lo fece indirettamente, parlando appunto della teoria della sincronicità, che però viene spesso riportata anche nei manuali dedicati alla Cartomanzia e ai Tarocchi. Jung riteneva che la causalità, ovvero il fulcro della scienza contemporanea, venisse – già alla sua epoca – messa in crisi dalle scoperte fatte nel tema e nella materia della fisica. Jung in passato e a suo tempo, fece notare che le leggi della natura sono invariabili in maniera esclusiva, e ciò avviene quando l’essere umano riproduce gli esperimenti in uno spazio ristretto come quello di un laboratorio, all’interno di una causalità che si può e di fatto si controlla. Ovviamente tale teoria suscita fascino visto che per contro all’esterno di questo ambiente controllato e direzionato la natura agisce con schemi che prevedono miliardi di variabili dettate da eventi esterni. Ciò rende impossibile determinare con certezza un qualsivoglia risultato, sempre secondo Jung che annovera tra questi eventi anche lo stesso osservatore. Qui lo stesso Jung arriva quindi ad un altro metodo, quello appunto della sincronicità secondo cui tutti gli eventi che avvengono in un medesimo momento o tempo sarebbero – secondo l’ipotesi Junghiana – inevitabilmente collegati tra di loro da una sorta di vincolo misterico che però non è di natura casuale. Questo concetto Jung lo esprime attraverso queste parole a seguire:

L’istante che sta attualmente sotto osservazione appare all’antica visione cinese più come un colpo di fortuna che come un ben costruito risultato di catene causali concorrenti.

Cosa centra però questo con i Tarocchi?

Chi li consulta riceve una lettura che riflette ciò che sta accadendo in un tempo dato che è lo stesso secondo la teoria di Jung. Jung pone un terzo piano quindi quello che non è ne razionale ne causale e colloca l’operatore esoterico come parte fondamentale del responso oracolare con la sua influenza energetica per così dire. Un altro modo questo di osservare la divinazione per mezzo di carte e altre tipologie di oracoli. Aggiunge Jung:

La sincronicità considera la coincidenza degli eventi in spazio e tempo come significatore di qualche cosa di più d’un mero caso, cioè di una peculiare interdipendenza di eventi oggettivi tra di loro, come pure fra essi e le condizioni soggettive (psichiche) dell’osservatore o degli osservatori


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